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Caso Exodus, Pastore (Boole Server): “La cybersecurity deve essere proattiva”

del 03/04/2019 di

Il fondatore e Cto dell’azienda interviene sullo spyware che ha intercettato migliaia di cittadini: “Non basta fidarsi degli store online, gli utenti devono avere consapevolezza di come tutelare i propri dati. Ma serve una grande campagna di sensibilizzazione”

Parola d’ordine: protezione. Sembra banale, ma per sconfiggere virus e malware non c’è altro modo che proteggere le proprie info, prima che il dispositivo che le contiene. L’ultimo caso, in ordine di tempo, che ha fatto tornare alla ribalta la questione privacy e tutela dei dati è stato Exodus. Il software era stato sviluppato per spiare legalmente i criminali – utilizzato dunque da molte procure italiane – ma per un presunto errore di programmazione ha finito per intercettare altri cittadini. Il motivo? Uno spyware installato in applicazioni “normali” presenti su Google Play.
Ne parliamo con Valerio Pastore, fondatore e Cto di Boole Server, azienda specializzata nella protezione di file aziendali.

Leggi l'intervista completa

Caso Exodus, Pastore (Boole Server): “La cybersecurity deve essere proattiva”
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