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Il Sole 24 ORE - Giovedì 29 Marzo

del 29/03/2018 di

Creare, cifrare e condividere: la piattaforma di Boole Server, vendor italiano, consente di accelerare il processo di adeguamento alle prescrizioni del GDPR

Un miliardo di persone colpite da attività di criminalità informatica, 500 miliardi di costi nel 2017, oltre 35 milioni di eventi rilevati. Sono alcuni dei dati diffusi dall’ultimo rapporto Clusit 2018 sulla sicurezza ICT in Italia. Dati che spingono a chiedere cosa?
Posta elettronica protetta, scambi sicuri, privacy totale, pieno controllo dei dati, informazioni cifrate. Il tutto con interfacce, anche da app, estremamente semplici per un facile utilizzo. Sono esigenze quotidiane di tutte le aziende responsabili che devono, inoltre, rispondere alle prescrizioni date dalla Commissione Europea attraverso il General Data Protection Regulation (GDPR), il regolamento che diventerà defi nitivamente applicabile il prossimo 25 maggio.
Esigenze - accessibilità unita alla piena sicurezza - che Boole Server, vendor italiano di soluzioni innovative per la protezione dei dati sensibili e riservati, conosce bene, grazie al dialogo quotidiano con i propri clienti enterprise (più di 180, tra italiani e internazionali) e gli oltre 100 mila utenti in tutto il mondo. Esigenze alle quali ha saputo rispondere forte
dell’esperienza del suo fondatore e presidente, Valerio Pastore, che per oltre vent’anni ha operato nel campo della sicurezza militare. «Il nostro lavoro è partito proprio dall’ascolto delle richieste specifi che di un primo nucleo di importanti aziende che chiedevano prodotti eccellenti, e su misura, per la protezione dei dati» ricorda il presidente Pastore.
Un lavoro di continua ricerca e perfezionamento che ha portato, ben prima dell’approvazione delle norme europee, allo sbarco sul mercato di BooleBox, la piattaforma innovativa di condivisione dei fi le che, grazie alla cifratura di livello militare, è in grado di fornire all’utente il controllo assoluto sui dati personali e aziendali, impedendo qualsiasi forma
di accesso non autorizzato a fi le e e-mail. BooleBox, infatti, è già oggi distribuita e utilizzata, sia nel settore pubblico sia in quello privato, in oltre 25 Paesi. È stata scelta dalle più importanti istituzioni europee, oltre che da società operanti nei settori più vari, della fi nanza alla ricerca, dall’high-tech all’automotive, dall’editoria alla moda, dal campo assicurativo a quello sanitario.
«Si stima che entro il 2019 il 60% delle grandi multinazionali con interessi e sedi in Europa subirà attacchi informatici finalizzati soprattutto all’interruzione della distribuzione di beni materiali e immateriali» ricorda Valerio Pastore. «Difendersi dal cyber crime è davvero una necessità, e non solo perché le sanzioni previste per chi non dovesse adeguarsi al GDPR sono particolarmente salate. Un attacco con sottrazione o manipolazione dei dati ha ripercussioni dirette sulle fi nanze dell’azienda, rischia di rallentarne le attività, la competitività, incidendo sulla credibilità e sull’immagine. Tanto che, sempre secondo alcune previsioni, entro il prossimo anno l’85% dei consumatori in Europa abbandonerà un servizio commerciale in seguito a una violazione dei dati personali». Attrezzarsi, quindi, nei tempi previsti e stabiliti dalle norme, è una esigenza non più rimandabile. E BooleBox, sia nella versione per gestire i dati internamente alla propria struttura sia in quella Cloud, pone al centro la facilità di utilizzo coniugandola con la massima
sicurezza. Guardando, in particolare, alle prescrizioni del Regolamento europeo, sia per la comunicazione sia per la conservazione dei dati, BooleBox, con avanzati sistemi crittografi ci, consente al titolare del trattamento di essere esonerato dall’obbligo di comunicare un’eventuale violazione dei dati personali ai diretti interessati. I sistemi di memorizzazione separata dei dati impediscono, poi, l’identifi cazione degli interessati in caso di attacco informatico. L’obbligo di cancellazione dei dati è garantito dalla possibilità di eliminare quelli illegittimamente trattati, mentre il sistema di conservazione dei dati personali degli utenti sempre all’interno dell’Unione Europea garantisce il rispetto degli
articoli 45 e 46 del Regolamento.

Il Sole 24 ORE - Giovedì 29 Marzo
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