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LA CYBERSECURITY MADE IN ITALY CONQUISTA IL MONDO

del 29/09/2017 di

BooleBox, grazie alla cifratura di livello militare, è in grado di bloccare tutti i canali
attraverso cui i dati possono essere indebitamente consultati, diffusi o manipolati.
Nel pieno rispetto dei dettami del GDPR.

Negli ultimi dieci anni, secondo quanto emerso dai dati di usi a gennaio dalla Banca Mondiale, il numero degli utenti Internet nel mondo è più che triplicato: da 1 miliardo a oltre 3,2 miliardi. Alla crescita della connessione globale si accompagna tuttavia una sempre maggiore espansione dei fenomeni di cybercrime e il livello della sicurezza informatica stenta a tenere il passo del costante aumento delle violazioni. A far scattare il campanello
d’allarme sono stati anche i dati sul rischio cibernetico nel settore privato italiano di usi a marzo da Bankitalia, dai quali emerge che un’impresa italiana
su tre è sotto attacco informatico. Nel periodo di osservazione - che va da settembre 2015 a settembre 2016 - il 30,3% delle aziende (corrispondente al
35,6% degli addetti) dichiara di aver subito danni a causa di un attacco informatico.
“Oggi il campo di battaglia più importante è il cyberspazio, ma la guerra cibernetica costituisce un fenomeno completamente nuovo, rispetto al
quale Stati, aziende e privati non sembrano ancora preparati - commenta Valerio Pastore, esperto di cybersicurezza. Ad esempio, molti non sanno che
la posta elettronica è uno degli strumenti di comunicazione meno sicuri al mondo. Ma la soluzione per proteggersi esiste ed è la crittografia di tutte
le informazioni sensibili”.
Ed è per questa ragione che Valerio Pastore - forte di un’esperienza ventennale nel campo della sicurezza militare - nel 2014 ha messo a frutto i sui studi, fondando Boole Server e creando BooleBox, una piattaforma innovativa di condivisione dei file che, grazie alla cifratura di livello militare, è in grado di fornire all’utente il controllo assoluto sui dati personali e aziendali, impedendo qualsiasi forma di accesso non autorizzato a file e documenti.

Cifratura di livello militare
“Per proteggere i dati, BooleBox utilizza lo standard AES a 256 bit con algoritmo di cifratura a blocchi e chiavi simmetriche. Grazie a questo processo le
informazioni sono protette in modo tale che solo il mittente e il destinatario possano accedervi, assicurandone l’integrità e impedendone l’accesso da
parte di terze parti, tra cui qualsiasi service provider compresa BooleBox stessa. Questo processo di cifratura non è più circoscritto all’ambito strettamente militare e ora può essere alla portata di tutti i nostri utenti; questa è la chiave di volta per creare una rete sicura, elemento da considerare prioritario nell’attuale processo innovativo digitale”, spiega Pastore. “Tuttavia sussiste un problema culturale di insuffciente consapevolezza del rischio, che spesso è sottostimato. Il trend del cybercrime è in crescita dal 2011 e, secondo il rapporto 2016 del Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica), il totale dei danni provocati in Italia dagli attacchi informatici nello scorso anno ammonta a 9 miliardi di euro, tra danni diretti, di immagine e reputazionali, costi di recovery e perdite di opportunità di business.
La questione non è più se le aziende, grandi o piccole che siano, verranno attaccate, ma quando”, continua.
Basta tornare indietro ai fatti di cronaca dei mesi scorsi: tra maggio e giugno due potenti ransomware hanno colpito i computer di tutto il mondo, sfruttando una vulnerabilità del sistema operativo Windows e sequestrando le informazioni e i dati in essi contenuti. “Si è trattato di un chiaro avvertimento
di quello che potrebbe accadere con ulteriori ondate di attacchi informatici. Tuttavia è errato pensare che la sicurezza del cyber spazio attenga esclusivamente agli Stati e alle aziende. In realtà l’intera vita dei cittadini, utilizzatori quotidiani delle tecnologie dell’informazione, è online. Le transazioni bancarie, i numeri dei conti correnti e delle carte di credito, le spese fatte e altre informazioni personali sono tutti dati che possono subire attacchi da parte di virus e innescare richieste di riscatto”, avverte Pastore.
Infatti, di recente, l’azienda ha implementato BooleBox Cloud Individual per l’utenza privata che necessiti di un controllo assoluto sui dati personali,
impedendo accessi non autorizzati ai documenti grazie a impostazioni di protezione e a un’interfaccia estremamente semplici da utilizzare. Inoltre,
per andare incontro a quelle aziende che, per policy o per scelta, necessitano di un cloud sul territorio italiano, Boole Server ha di recente stretto una prestigiosa partnership con Clouditalia, provider aretino di servizi di telecomunicazione e cloud computing.
L’accordo, grazie all’architettura informatica di Clouditalia - una rete in fibra ottica di oltre 15.000 Km e tre data center di ultima generazione - e alla
cifratura di livello militare sviluppata da Boole Server, consentirà agli utenti di usufruire di un’unica piattaforma innovativa e semplice da utilizzare, in
grado di soddisfare sia le esigenze di archiviazione e condivisione dei file sia la necessità – sempre più stringente – di proteggere i propri dati dagli
attacchi cibernetici. Attualmente il mercato della cybersicurezza vale 25 miliardi di euro in Europa e 2,4 miliardi in Italia, ma le potenzialità di espansione
del settore sono ancora molte.
“Il nostro centro di ricerca e sviluppo è a Milano e sul territorio italiano è in atto un piano di investimenti di 4 milioni di euro, ma distribuiamo in oltre 25 Paesi, grazie a una rete di partner tecnologici in continua evoluzione”.

Presenza internazionale
Boole Server infatti già dal 2014 è presente nel mercato statunitense - dove il cybercrime nel 2016 ha creato danni quantificabili in oltre 28 miliardi di
dollari. Negli USA ha avviato recentemente importanti attività di comunicazione e marketing e nominato Alan Probert - manager con oltre 25 anni
di esperienza nel marketing di aziende del settore, quali EMC e IBM - a capo del distaccamento nordamericano della società.
Ma Boole Server non è presente solo negli Stati Uniti. Dopo lo sbarco oltreoceano l’internazionalizzazione dell’azienda ha toccato il mercato britannico e irlandese, quello mediorientale, fino a Grecia e Cipro. I risultati sono stati sorprendenti e perciò Boole Server ha scommesso sul CeBIT di Hannover, la più importante fiera del settore IT su scala mondiale.
Una scommessa vinta nettamente, visto che ha portato nel 2017 allo sbarco anche sul mercato DACH (Germania, Austria e Svizzera) grazie a una partnership con ALSO, il più importante fornitore tedesco di servizi ICT.
“Abbiamo avviato un’ambiziosa strategia di espansione che risponde alla crescente domanda di sicurezza informatica del mercato - dichiara Valerio Pastore. 
Infatti per consolidare la nostra presenza sul mercato mediorientale dall’8 al 12 ottobre saremo alla Fiera Gitex di Dubai 2017 e la prossima tappa del nostro piano di sviluppo è il Nord Europa, dove a novembre saremo presenti al Nordic IT Security”.
Un processo d’internazionalizzazione che ha portato Boole Server ad aderire anche al Cloud Storage Partner Program del colosso Microsoft, un modo
per o rire ai clienti l’accesso a Oœce Online attraverso BooleBox Cloud. L’utente BooleBox Cloud può in questo modo gestire documenti di Microsoft Word, presentazioni in Microsoft Power Point e fogli Microsoft Excel tramite Oœce Online su un browser web protetto, senza il bisogno di installare alcuna altra applicazione.
“Proteggere dagli attacchi cibernetici contenuti e informazioni personali e aziendali sensibili oggi non è solo una necessità; è anche un driver di sviluppo delle imprese che va incontro al bisogno di lavorare in agilità ed efficienza, massimizzando la produttività. La nostra collaborazione con Microsoft va in questa direzione e intende far convergere queste due esigenze in un’unica soluzione”, ha commentato Pastore.
Una collaborazione che dà ancora più lustro e prestigio alle attività di Boole Server, che può già contare su un parco clienti nel mondo di primissimo livello. La boutique milanese di servizi per la sicurezza informatica vanta infatti oltre 180 clienti enterprise – tra i quali, Acqua di Parma, Banca Popolare di Milano, Qatar Airways, Rai, Riyad Bank e State of Jersey Police – e più di 100 mila utenti attivi in tutto il mondo.

Un’offerta ampia e variegata 
Tra i prodotti di punta sviluppati da Boole Server, vi sono BooleBox On-Premises - soluzione di sincronizzazione e condivisione dati ospitata direttamente sui server dell’azienda. La soluzione protegge le informazioni sensibili applicando la cifratura militare e mantenendo i dati sui server aziendali, grazie
alla compatibilità con qualsiasi tipologia di storage già in uso - e BooleBox Cloud, una piattaforma che permette di condividere e sincronizzare contenuti e informazioni sensibili, garantendo sicurezza ed efficienza sempre e ovunque, offrendo privacy totale e pieno controllo sui dati, grazie a cifratura con chiavi personali, limitazioni funzionali in fase di condivisione di documenti ed e-mail, a fronte di un’elevata usabilità da parte dell’utente. 
Per la cifratura locale dei file, invece, Boole Server ha creato File Encryptor, che offre il massimo livello di protezione e controllo sui dati che si trovano all’interno del computer oppure nelle cartelle di rete. Grazie alla cifratura granulare e selettiva delle risorse archiviate e condivise internamente all’azienda, lo storage di rete, i dispositivi portatili e i dischi locali possono essere protetti e tenuti sotto controllo, senza alcuna modifica alle quotidiane procedure
operative. In funzione della cartella specifica che si desidera proteggere, File Encryptor consente infatti di impostare delle regole, sulla base delle quali il sistema cifrerà in automatico tutte le risorse in essa contenute, anche se l’utente dimentica di proteggere il documento.

Le integrazioni
Nell’ottica di andare incontro ai clienti che hanno organizzato il proprio lavoro basandosi su altre applicazioni, BooleBox ha sviluppato una serie di integrazioni che consentano di mettere al sicuro il proprio lavoro senza dover modificare le procedure e i flussi interni. 
Con Sharepoint Encryptor, infatti, è possibile proteggere i documenti contenuti in Microsoft SharePoint, installando uno speciale connettore che applica alle risorse della libreria online le diverse protezioni granulari di BooleBox. 
Sempre in quest’ottica, grazie al plug-in Gmail Encryptor, realizzato dal reparto R&D di Boole Server, consente a tutti gli utenti Gmail di utilizzare il sistema di posta elettronica di Google in completa sicurezza e in modo completamente gratuito. Utilizzando Gmail Encryptor le email inviate sono protette da cifratura con standard AES 256 bit, o rendo agli utenti la possibilità di revocare in qualsiasi momento l’accesso alla propria e-mail, anche dopo averla inviata. In questo modo nessuno potrà accedere ai contenuti della mail senza l’autorizzazione del mittente, neppure Google!
Allo stesso modo, Outlook Encryptor consente di cifrare la posta elettronica di Outlook, senza modificare il proprio modo di lavorare. Con Outlook Encryptor è possibile anche inviare allegati in modalità cifrata proteggendoli con una Personal Key che consente di decifrare il messaggio o l’allegato solamente a chi ne è in possesso. Infine, grazie all’integrazione con Microsoft Office 365, l’utente BooleBox Cloud può gestire documenti di Microsoft Word, presentazioni in Microsoft Power Point e fogli Microsoft Excel tramite Office Online su un browser web protetto dalla cifratura di livello militare di Boole Server, senza dover installare nessuna applicazione. 
“Si tratta di un’integrazione unica, che collega direttamente la tecnologia di BooleBox a Office Online con l’obiettivo di fornire ai clienti un’esperienza positiva sia in fase di lettura che in quella di modifica dei documenti archiviati all’interno del loro ambiente di lavoro”, ha commentato Rob Howard, direttore dell’Ecosistema Oœce 365 di Microsoft.

Una soluzione conforme al GDPR
Il 4 maggio 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Uœciale Europea il Regolamento UE n. 2016/679 che si inserisce all’interno di quello che, insieme alla Direttiva 2016/680, è stato definito il nuovo “Pacchetto Protezione Dati” che si applicherà a decorrere dal 25 maggio 2018. Gli accorgimenti che assicurano al software BooleBox la conformità alle attuali prescrizioni del Regolamento sono: 

• gli avanzati sistemi crittografici, sia per la comunicazione sia per la conservazione dei dati personali degli utenti, sia nella versione On-Premises che nella versione Cloud. Infatti, i dati a riposo sono protetti da una cifratura con standard AES 256 bit, mentre quelli in transito da protocolli Secure Sokets Layer (SSL)/Transport Layer Security (TLS) che creano un tunnel con cifratura AES (Advanced Encryption Standard) a 128 bit o superiore. Grazie alla cifratura il titolare del trattamento viene esonerato dall’obbligo di comunicare un’eventuale violazione dei dati personali ai diretti interessati;

• i sistemi di memorizzazione separata dei dati, grazie all’utilizzo di tecniche crittografiche avanzate e di metodi di pseudonimizzazione, che garantiscono a BooleBox un elevato livello di sicurezza, impedendo l’identificazione degli interessati in caso di attacco informatico, sia nella versione On-Premises sia in quella Cloud. Grazie a questa separazione, infatti, il titolare del trattamento riuscirà a proteggere la privacy degli utenti e non sarà costretto a dare comunicazione della violazione ai soggetti interessati, poiché i dati eventualmente sottratti non potrebbero essere ricondotti al soggetto al quale si riferiscono;

• la possibilità di eliminare i dati illegittimamente trattati, grazie alla predisposizione di adeguate misure tecniche che garantiscono il ‘diritto all’oblio richiesto dal nuovo Regolamento, sia nella versione On-Premises sia nella versione Cloud. Il legislatore, infatti, impone l’obbligo di cancellazione dei dati quando non sono più necessari per l’espletamento delle finalità per cui erano stati raccolti, quando vi è una revoca del consenso da parte dell’interessato, nel caso in cui non sussistano ulteriori legittimi motivi di trattamento; per trattamento illecito o per obbligo legale di cancellazione;

• il sistema di conservazione dei dati personali degli utenti sempre all’interno dell’Unione Europea, in modo da garantire anche quanto previsto dagli
artt. 45 e 46 del Regolamento. 


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